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L’estate volge al termine, conserviamo i costumi e riprendiamo dagli scatoli sciarpe e maglioni.
I cambi stagione sono un via vai di indumenti che si mettono e tolgono dai nostri armadi e proprio in queste circostanze che spesso ritroviamo oggetti in fondo ai nostri cassetti che non ricordavamo più.
Alle volte sono cose da buttare ma cosa fare se si trovano gioielli dimenticati per anni? Come facciamo a riconoscere se quell’oggetto è oro?
Potresti portarlo da un orafo o gioielliere o un compro oro per scoprirlo e magari rivenderlo, oppure puoi scoprirlo da solo con 6 metodi fai da te:
1-     L’osservazione accurata è la prima cosa da fare.
I gioielli in oro hanno sempre un numerino chiamato PUNZONATURA, ovvero un segno impresso sull’oggetto che sta ad indicare la quantità di oro puro contenuta in esso espressa in millesimi (375,750,916 ecc.) o in carati (9k,18k,22k, ecc.)
Di solito si può trovare negli anelli sulla fascia interna, nei bracciali vicino alla chiusura così come nelle collane mentre nei ciondoli spesso si trova sul gancio superiore.
Una cosa molto utile in questi casi è la lente di ingrandimento in quanto sicuramente sarà scritto molto piccolo.
Potrebbe anche capitare di non trovarne nessuno, ciò vuol dire che o è falso o è molto antico e quindi la punzonatura si è cancellata con il tempo.
2-     Un altro oggetto di cui munirvi è una calamita, di quelle un po’ più forti rispetto alla calamita da frigo.
L’oro non attacca MAI alla calamita in quanto è un metallo che non reagisce ai campi magnetici.
3-     Sembrerà strano ma un altro metodo per capire se siamo davanti a dell’oro è morderlo.
Se sul tuo oggetto rimarranno dei piccoli segnali allora ci saranno buone possibilità che quello sia oro in quanto come metallo in natura è molto morbido e viene fuso con altre leghe per aumentare la sua resistenza nel tempo.
4-     Adesso passiamo ad un test “scientifico” da effettuare solo con oggetti in oro massiccio, eventuali pietre potrebbero variarne il risultato.
Come prima cosa pesiamo il nostro oggetto con una bilancia molto sensibile, procuriamoci una provetta graduata e riempiamola di acqua, annotiamo il livello dell’acqua e immergiamo in nostro oggetto e segniamoci la differenza in millimetri rispetto al livello precedente.
Dopodiché facciamo un semplice calcolo:
 p(densità)=m(massa)/V (volume)
In pratica dividiamo il peso (in gr) per la differenza del livello dell’acqua (in mm).
Se il risultato risulta essere vicino a 19,23 g/cm3 ci sono grandi probabilità che si tratti di oro 24k.
5-     Altro test molto semplice da effettuare è strofinare l’oro su un piatto non smaltato o una piastrella,
se l’oggetto lascia una scia dorata allora è oro, se il segno lasciato sul piatto è nero è probabile che sia un falso.
6-     L’ultimo lo dedichiamo solo ai più esperti. Procuriamoci una miscela di acido cloridrico e acido nitrico, che possiamo trovare nei negozi specializzati, facendo molta attenzione a non respirarne i fumi e utilizzando guanti protettivi, mettiamo l’oggetto in un contenitore in acciaio e versiamone sopra una piccola goccia di acido. Se a contatto provocherà una schiumetta verde allora sicuramente non è oro mentre se non fa nessuna reazione allora possiamo stare tranquilli che sarà sicuramente oro.

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